Sicurezza digitale: il futuro passa dalle startup. Incontro con Domenico Campeglia di CyberGuardX

Nel cuore della sfida digitale che sempre più coinvolge aziende, istituzioni e cittadini, la sicurezza informatica diventa un pilastro imprescindibile. In questo scenario in continua evoluzione si distingue Domenico Campeglia, esperto di cybersecurity e CEO di CyberGuardX, la startup che ha conquistato la vittoria nella call MicroCyber4Startup 2024, il prestigioso programma di incubazione promosso dall’European Digital Innovation Hub. La selezione non è stata semplice: ad emergere sono state le idee capaci di coniugare innovazione, scalabilità e solidità, ma soprattutto quelle sostenute da team competenti, determinati e altamente motivati. Abbiamo incontrato Campeglia per capire dove sta andando la cyber sicurezza e perché il suo progetto sta attirando così tanta attenzione.

D. Dottor Campeglia, può descriverci in poche battute l’idea che sta alla base della soluzione proposta da CyberGuardX?

R. L’idea fondante di CyberGuardX nasce da una constatazione semplice quanto cruciale: le soluzioni di sicurezza informatica avanzata, oggi disponibili sul mercato, sono spesso appannaggio esclusivo delle grandi imprese. Noi vogliamo cambiare questo paradigma. CyberGuardX è una piattaforma XDR cloud-native che, attraverso l’utilizzo di algoritmi proprietari di intelligenza artificiale e machine learning, consente anche alle micro e piccole imprese di beneficiare di una difesa automatizzata e proattiva contro le minacce informatiche. In caso di attacco, la piattaforma interviene in autonomia per bloccare l’incidente e, qualora il danno sia avvenuto, ripristina i dati tramite backup decentralizzati e immutabili. Il tutto è gestito da un’unica interfaccia SaaS plug-and-play, che non richiede personale tecnico specializzato o un SOC interno. È una soluzione “enterprise-grade”, ma pensata per le esigenze e le risorse delle PMI.

D. Qual è la carica innovativa del progetto?

R. La nostra innovazione risiede nell’approccio olistico al ciclo di vita di un attacco: Detect – Respond – Restore. Siamo i primi in Italia ad aver integrato questi tre elementi in modo sinergico. L’intelligenza artificiale predittiva riduce drasticamente i falsi positivi, l’automazione consente una risposta quasi istantanea agli incidenti e la funzione di Restore permette di riportare online sistemi e dati in poche ore grazie a backup “air-gapped” e immutabili. Un ulteriore elemento distintivo è la semplicità di utilizzo: un solo agente leggero per la protezione e il backup, distribuzione immediata, compliance GDPR integrata. In questo modo colmiamo il gap esistente tra XDR tradizionali e soluzioni di backup separate, offrendo una sicurezza resiliente, accessibile e nativamente integrata.

D. Un’idea ambiziosa e complessa: a quale livello di sviluppo è arrivato il team della sua azienda?

R. Al momento abbiamo completato circa il 90% dello sviluppo del nostro Proof of Concept (PoC), che include il backend, il motore di analisi e la nostra Glass Panel Interface. Entro il terzo trimestre di quest’anno inizieremo il beta-testing su dieci aziende pilota accuratamente selezionate. Questo ci permetterà di raccogliere feedback preziosi e di consolidare il nostro Minimum Viable Product (MVP). Il lancio commerciale è previsto entro dodici mesi, in linea con la roadmap iniziale di 9-12 mesi che avevamo pianificato all’avvio del progetto. Stiamo costruendo una base solida sia dal punto di vista tecnologico sia strategico.

D. Come giudica l’esperienza con la call MicroCyber4Startup 2024?

R. L’esperienza è stata estremamente arricchente e, posso dire senza esitazione, determinante per l’evoluzione del nostro progetto. Il percorso di incubazione offerto dall’European Digital Innovation Hub in collaborazione con Deloitte Officine Innovazione e altri partner ci ha fornito non solo competenze specifiche — dalla validazione del business model alla preparazione del pitch — ma anche accesso a una rete di mentor e potenziali investitori. Questo ha contribuito in modo decisivo a strutturare la nostra strategia di go-to-market e a porre le basi per l’apertura del nostro primo round seed. Abbiamo acquisito strumenti e relazioni che continueranno a darci valore anche oltre il percorso incubativo.

Ufficio Stampa Microcyber